- Fino a 30 %
2016 Madreselva
Dettagli del prodotto
Descrizione
Maggiori Informazioni
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Numero articolo
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1076816 |
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Valutazioni
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Mundus Vini Gold/ | Berliner Wein Trophy Gold/ | Decanter Bronze/100 | Luca Maroni 94/100 | Score 18/20 |
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Allevamento
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18 Mesi in barrique |
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Viticoltura
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Tradizionale |
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Vegano
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Si |
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Varietà d'uva
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Petit Verdot: 40% Merlot: 40% Cabernet Sauvignon: 20% |
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Vol. alcolici
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14.0% |
Suggerimenti per il servizio
Suggerimenti per il servizio
Rubino denso, che schiarisce leggermente sul disco. Mirtilli, sambuco nero e note floreali al naso, che è pieno di carattere, completato dal moka. Il palato è denso e finemente strutturato, ancora una volta caratterizzato da bacche scure, prugne e spezie. I tannini sono ben integrati e presenti, con una buona intensità e note di cioccolato sul lungo finale, che mostra un certo potenziale.
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Selezionato da Mövenpick Vini
Produttore
Casale del Giglio
Produttore
Casale del Giglio
Una regione vinicola si risveglia a nuova vita
Circondati dalle regioni Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise e Campania, il Lazio e la capitale Roma si estendono per oltre 300 chilometri lungo la costa mediterranea. Qui le condizioni per la viticoltura sono ottimali, perché il suolo prevalentemente vulcanico è fertile e perché la regione è ricca di terroir microclimatici estremamente vari: secco e caldo sulla costa, sempre più umido e fresco verso gli Appennini, nell’entroterra.
La viticoltura è praticata intensamente nel Lazio fin dall’antichità: oltre ai vini prodotti per il fabbisogno regionale, i viticoltori hanno a lungo vinificato vini destinati principalmente alla crescente popolazione della metropoli di Roma. Nonostante questa lunga tradizione, i vini del Lazio non hanno goduto fino ad oggi della popolarità associata ad altre regioni vinicole. I vini bianchi della regione, per lo più leggeri e freschi ma piuttosto anonimi, tra cui quello di Frascati è sicuramente il più conosciuto, non sono necessariamente sinonimo di alta qualità per gli amanti del vino.
È proprio contro questa reputazione generalizzata di produzione esclusiva di vini di massa, qualitativamente facili, che gli ambiziosi viticoltori della regione stanno lottando con appassionata energia già da tempo, e a ragione. Grazie a un know-how moderno, a basse rese e alle migliori tecniche di cantina, dalle cantine del Lazio escono vini bianchi di alta qualità, freschi e fruttati, così come vini rossi potenti e morbidi: è ora che questo si sappia anche al di fuori della regione!
Una famiglia con un grande spirito pionieristico
L’ingresso della famiglia Santarelli nel commercio del vino risale a più di cento anni fa. Nel 1914 Emidio, Isodoro e Antonio Santarelli fondarono un’azienda di commercio di vini che già nel 1955 aveva aperto 11 negozi in diversi quartieri di Roma. Nel 1967, Dino, figlio di Emidio Santarelli, si lanciò anche lui nella produzione di vino e fondò la tenuta Casale del Giglio a Le Ferriere, a circa 50 chilometri a sud di Roma.
Rispetto ad altre zone del Lazio, questa regione era praticamente inesplorata dal punto di vista vitivinicolo: una vera e propria tabula rasa. Questo era ciò che la rendeva particolarmente affascinante agli occhi di Dino Santarelli, perché non era necessario seguire le tradizioni e, al contrario, l’ambiente poteva essere completamente riorganizzato - e l’assenza di qualsiasi passato enologico stimolava la massima libertà di innovazione.
Incoraggiato dai primi successi, Dino Santarelli comprese il formidabile potenziale del luogo per la viticoltura in generale, ma soprattutto per vini di alta qualità a un prezzo eccezionalmente conveniente. Lui e suo figlio Antonio, entrambi animati da un grande spirito pionieristico, seguirono quindi il loro intuito e chiamarono al loro fianco ampelografi, ricercatori universitari e l’enologo Paolo Tiefenthaler; insieme svilupparono un programma di sperimentazioni durante il quale piantarono circa 60 varietà diverse nel 1985. Il risultato delle loro ricerche raccomandava espressamente la coltivazione di numerosi nuovi vitigni come lo chardonnay, il sauvignon bianco, il syrah, il petit verdot e il cabernet sauvignon nella provincia di Latina.
Da allora, la famiglia Santarelli è entrata a far parte dei grandi produttori del Lazio e, sia con vitigni autoctoni che internazionali, arricchisce il proprio portafoglio di vini estremamente individuali, tutti convincenti per il loro gusto attraente e l’ottimo rapporto qualità-prezzo.
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