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2019 Barbaresco DOCG

Gaja
Scegliete la vostra bottiglia
75 cl
Contenitore
Scatola di legno da 6 pezzi
CHF 229.00
75 cl | Prezzo per bottiglia
CHF 305.33 / l
Prezzo IVA inclusa, più
Disponibile nelle filiali

Dettagli del prodotto

Descrizione


Maggiori Informazioni

Maggiori Informazioni
Numero articolo
0211619
Vegano
Non specificato
Appellation
Barba

Profilo aromatico

Profilo aromatico

Robert Parker: "Il Barbaresco 1999 di Gaja si apre con un naso delicato e profumato, seguito da sapori di frutta rossa dolce, catrame, liquirizia, terra bagnata e fumo, con un'eccellente lunghezza e armonia complessiva, anche se non riesce a eguagliare il fascino delle versioni 2000 e 2001. Con un po' d'aria è accessibile ora, anche se qualche anno di cantina sarà utile. Dovrebbe bere bene fino a vent'anni. 91/bere dopo il 2009, 03/06".

Si abbina a

Servite questo vino con agnello, brasato, guancia di manzo e filetto al tartufo. Si abbina molto bene anche a piatti a base di funghi o a potée di lenticchie.

Temperatura

Per apprezzare al meglio i vini rossi con buon potenziale di invecchiamento, si consiglia una temperatura di degustazione tra i 16 e i 18 °C.

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Selezionato da Mövenpick Vini

Produttore

Produttore

Gaja

Angelo Gaja è uno dei produttori di vino più influenti d’Italia ed è già una leggenda vivente. I suoi connazionali lo chiamano affettuosamente “Angelo nazionale”, perché con le sue innovazioni enologiche e la modernizzazione del Piemonte ha indubbiamente avuto una grande influenza sulla produzione vinicola di tutto il Paese. I vini di Gaja sono tra i grandi classici e, in termini di qualità, sono alla pari con i migliori cru delle cantine più famose al mondo.

Pioniere della modernizzazione dell’Italia
La famosa azienda vinicola piemontese, con sede a Barbaresco, è stata fondata nel 1859 da Angelo Gaja. Già all’epoca, l’azienda era tra le più innovative della regione ed è stata una delle prime a imbottigliare i propri vini, in un’epoca in cui la maggior parte dei vini veniva ancora venduta sfusa. A partire dagli anni ’50, il vigneto è stato sistematicamente ampliato e si è passati da una coltivazione mista a una viticoltura pura. A partire dal 1969, il pronipote del fondatore rilevò l’azienda di famiglia e, in stretta collaborazione con il suo enologo Guido Rivella, introdusse una serie di misure volte a migliorare la qualità, in particolare la potatura e la densità di impianto nel vigneto, nonché una rigorosa limitazione delle rese e una fermentazione a temperatura controllata. Inoltre, nonostante la forte opposizione della regione e della sua stessa famiglia, ha piantato vitigni internazionali come il Cabernet Sauvignon e lo Chardonnay in Piemonte e ha iniziato ad affinare alcuni vini in barrique francesi. All’epoca, i vini maturavano generalmente in modo del tutto tradizionale, esclusivamente in grandi botti di legno vecchie.

I migliori cru di Nebbiolo e i migliori vitigni internazionali
Angelo Gaja attirò rapidamente l’attenzione internazionale, in particolare grazie ai suoi eccellenti Barbareschi, che fu uno dei primi nella regione a vinificare da diversi terroir di Nebbiolo, secondo il modello borgognone. Poco dopo, anche le sue moderne interpretazioni del Piemonte hanno vinto numerosi premi e oggi godono di uno status di culto in tutto il mondo.
A partire dagli anni ’80, Angelo Gaja ha anche iniziato a investire in altre tenute vinicole del Piemonte e della Toscana e a produrre vini di prima qualità a Barolo, Montalcino e Bolgheri. Oggi i suoi figli Gaia, Rosanna e Giovanni, che rappresentano la quinta generazione, portano avanti l’attività di famiglia e preservano l’eredità del loro innovativo padre producendo ogni anno vini molto eleganti e perfettamente cesellati.

 

Regioni vinicole

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Italia

L'Italia è uno dei paesi vitivinicoli più ricchi di tradizione e più importanti al mondo ed è spesso considerata il cuore della viticoltura europea. Il paese si estende dalle Alpi innevate a nord alle isole soleggiate a sud, creando un'incredibile varietà di climi e terreni. Questi terroir unici ospitano un numero impressionante di vitigni autoctoni, ovvero originari del luogo. Nel corso di migliaia di anni, ogni regione ha sviluppato una propria cultura del vino, strettamente legata alla cucina e allo stile di vita locali.
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