2021 Barolo DOCG Tortoniano
Dettagli del prodotto
Descrizione
Maggiori Informazioni
|
Numero articolo
|
0489721 |
|---|---|
|
Valutazioni
|
James Suckling 93/100 | Falstaff 92/100 | Score 18.5/20 |
|
Allevamento
|
24 Mesi in grandi botti di legno |
|
Viticoltura
|
Tradizionale |
|
Vegano
|
No |
|
Varietà d'uva
|
Nebbiolo: 100% |
|
Appellation
|
Barol |
|
Vol. alcolici
|
14.0% |
|
Valore energetico/energia (kJ)
|
342.00 |
|
Sale
|
0.01 |
|
Valore energetico/energia (kcal)
|
82.00 |
|
Carboidrati
|
1.00 |
Suggerimenti per il servizio
Suggerimenti per il servizio
Rosso rubino, con sfumature granate. Teneri sentori di tostatura impreziosiscono l'esuberante bouquet con note di frutta rossa, un po' di spezie e discrete note balsamiche. Prugne rosse e ciliegie al palato, molto vellutato ed espressivo, con tannini maturi che sostengono una nota di crosta di pane e legno di sandalo; molto succoso nel finale equilibrato, che rivela un potenziale su una bella nota minerale. Un'annata che seduce con la sua incantevole vellutatezza.
Si abbina a
Raccomandazione di servizio
Pronto da bere
Alternative consigliate
Selezionato da Mövenpick Vini
Produttore
Produttore
Michele Chiarlo
In Piemonte il mondo del vino e dei piaceri della tavola è davvero speciale: tutte e sette le province producono vino e i viticoltori coltivano con dedizione il loro tesoro di vitigni tradizionali come il Nebbiolo, il Barbera o il Dolcetto. Particolari sono anche i tesori culinari unici: i tartufi in autunno, le tagliatelle all’uovo tajarin, i cioccolatini gianduja di Torino o le nocciole dell’Alta Langa. Il tutto è coronato dallo spettacolare paesaggio intorno a Barolo e Barbaresco, dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2014. Con un vino piemontese potrete portare a casa vostra un po’ di questo stile di vita, ad esempio con una bottiglia della tradizionale casa Michele Chiarlo.
Talento e lungimiranza
La prima bottiglia lasciò la cantina nel 1958. Michele, figlio del fondatore Pietro e suo omonimo, aveva solo 21 anni, ma dimostrava già talento come viticoltore e imprenditore. Era convinto che il futuro del Piemonte fosse nella viticoltura. Si assicurò i migliori terreni della regione Astigiana per il Barbera. Fu anche merito suo se questo vino ottenne la massima classificazione di qualità DOCG. Ora mancava solo il Nebbiolo nella sua collezione. Tuttavia, i terreni migliori per il vitigno principe del Piemonte non si trovano nella sezione immobiliare della Gazetta d’Alba. Con la fortuna dei capaci, nel 1988 e nel 1989 riuscì ad acquistare alcuni appezzamenti nei terreni Grand Cru di Cerequio e Cannubi, non lontano dal paesino di Barolo.
Terreni Nebbiolo nell’Olimpo
Nel frattempo, con Stefano e Alberto, è attiva la terza generazione dei Chiarlo. Le conoscenze dei padri e dei nonni sono la base del loro lavoro quotidiano. Da tempo, però, i vigneti sono coltivati in modo sostenibile per renderli più resistenti ai cambiamenti climatici. La freschezza e l’eleganza delle uve si ottengono grazie a una vendemmia precoce e veloce con piccole squadre; in cantina vale la regola: meno legno, lavorazione delicata, maturazione attenta. Qui non ci si ferma mai: l’ultimo progetto è un’affascinante locanda a La Morra, nel cuore del Barolo. Servono altri motivi per andarci e lasciarsi conquistare dal carattere speciale del Piemonte sorseggiando un Barolo o un Barbera di Chiarlo?
Regioni vinicole