- Fino a 21 %
2019 Gavi DOCG Fornaci di Tassarolo
Dettagli del prodotto
Descrizione
Maggiori Informazioni
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Numero articolo
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0504719 |
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Valutazioni
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Score 18.5/20 | James Suckling 90/100 |
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Allevamento
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12 Mesi in vasche d’acciaio inox |
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Viticoltura
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Tradizionale |
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Vegano
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No |
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Varietà d'uva
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Cortese: 100% |
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Appellation
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Asti |
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Vol. alcolici
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13.0% |
Degustazione
Degustazione
Giallo dorato luminoso con riflessi verdognoli. Una nota di anice completa il naso complesso e perfettamente amalgamato che ricorda i fiori di tiglio, la Golden Delicious e il miele floreale. Al palato rivela profondità e un equilibrio finissimo, i frutti gialli sono ora esaltati dalle note minerali del terroir, i sapori densi e persistenti sono accompagnati da una nota di pane tostato e mandorle tostate; un finale persistente e raffinato.
Si abbina a
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Selezionato da Mövenpick Vini
Produttore
Produttore
Michele Chiarlo
In Piemonte il mondo del vino e dei piaceri della tavola è davvero speciale: tutte e sette le province producono vino e i viticoltori coltivano con dedizione il loro tesoro di vitigni tradizionali come il Nebbiolo, il Barbera o il Dolcetto. Particolari sono anche i tesori culinari unici: i tartufi in autunno, le tagliatelle all’uovo tajarin, i cioccolatini gianduja di Torino o le nocciole dell’Alta Langa. Il tutto è coronato dallo spettacolare paesaggio intorno a Barolo e Barbaresco, dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2014. Con un vino piemontese potrete portare a casa vostra un po’ di questo stile di vita, ad esempio con una bottiglia della tradizionale casa Michele Chiarlo.
Talento e lungimiranza
La prima bottiglia lasciò la cantina nel 1958. Michele, figlio del fondatore Pietro e suo omonimo, aveva solo 21 anni, ma dimostrava già talento come viticoltore e imprenditore. Era convinto che il futuro del Piemonte fosse nella viticoltura. Si assicurò i migliori terreni della regione Astigiana per il Barbera. Fu anche merito suo se questo vino ottenne la massima classificazione di qualità DOCG. Ora mancava solo il Nebbiolo nella sua collezione. Tuttavia, i terreni migliori per il vitigno principe del Piemonte non si trovano nella sezione immobiliare della Gazetta d’Alba. Con la fortuna dei capaci, nel 1988 e nel 1989 riuscì ad acquistare alcuni appezzamenti nei terreni Grand Cru di Cerequio e Cannubi, non lontano dal paesino di Barolo.
Terreni Nebbiolo nell’Olimpo
Nel frattempo, con Stefano e Alberto, è attiva la terza generazione dei Chiarlo. Le conoscenze dei padri e dei nonni sono la base del loro lavoro quotidiano. Da tempo, però, i vigneti sono coltivati in modo sostenibile per renderli più resistenti ai cambiamenti climatici. La freschezza e l’eleganza delle uve si ottengono grazie a una vendemmia precoce e veloce con piccole squadre; in cantina vale la regola: meno legno, lavorazione delicata, maturazione attenta. Qui non ci si ferma mai: l’ultimo progetto è un’affascinante locanda a La Morra, nel cuore del Barolo. Servono altri motivi per andarci e lasciarsi conquistare dal carattere speciale del Piemonte sorseggiando un Barolo o un Barbera di Chiarlo?
Regioni vinicole