Il potere delle pietre gialle
Il vigneto deve il suo nome alla lingua degli indigeni Mapuche, per i quali il termine Polkura significa "pietra gialla". Il vigneto è infatti costellato da una grande quantità di granito ocra, una roccia che non solo funge da eccellente accumulatore di calore, ma conferisce anche mineralità ed eleganza ai vini, mentre la percentuale di argilla nel terreno garantisce corpo e struttura. Il vigneto, disposto lungo un crinale in un ampio semicerchio, comprende una moltitudine di appezzamenti esposti in diverse direzioni, ma i più interessanti sono quelli esposti a sud, dove il sole colpisce il vigneto in modo obliquo.
Contrariamente alla pratica abituale di piantare i filari trasversalmente al pendio, Sven e Gonzalo hanno deciso di piantare i ceppi in verticale. Lavorando dal basso verso l’alto, lo sforzo di coltivazione sul ripido pendio è notevolmente maggiore, ma in questo modo le piante beneficiano di un rapporto ottimale tra luce, calore e ombra. Di conseguenza, le viti ricevono un po’ meno luce solare diretta e l’uva matura a temperature leggermente più basse, il che porta a vini più freschi ed eleganti.
Polkura – sinonimo di Syrah eccezionali
Per la piantagione dei vigneti, Sven e Gonzalo si sono inizialmente dedicati completamente al loro amato vitigno Syrah. Ispirati dai classici francesi, i due viticoltori volevano creare Syrah del Nuovo Mondo con un tocco del tutto personale. E ci sono riusciti egregiamente fin dalla prima annata 2004, perché i loro vini rossi combinano il profumo pepato e floreale del Rodano con una struttura densa e una forza fruttata che solo il clima caldo del Cile può produrre. Per ottenere ancora più ricchezza aromatica e complessità, la gamma dei vitigni si è ampliata: oltre al Malbec, al Viognier e al Mourvèdre, oggi nei vigneti di Polkura crescono anche il Grenache Noir e il Tempranillo.
Rispetto delle risorse naturali e ambasciatori del vino cileno
Bruchfeld e Muñoz attribuiscono grande importanza all’uso parsimonioso delle rare risorse idriche nella soleggiata valle di Colchagua e alla produzione rispettosa dell’ambiente. In questo modo, le loro viti hanno acquisito la forza di adattarsi al clima, sono profondamente radicate nel terreno e in parte non necessitano di alcuna irrigazione. In qualità di membro di spicco della MOVI, l’organizzazione dei viticoltori indipendenti del Cile, Sven Bruchfeld si impegna inoltre a promuovere la diversità vinicola del Paese, contribuendo in questo modo a rendere visibile l’eccellente lavoro di molte piccole aziende a conduzione familiare.