Grazie alla delicata rivitalizzazione dei 24 ettari nel cuore di Margaux, Château Ferrière ha ritrovato nuovo splendore e nel 1855 è stato infine insignito del titolo di Troisième Grand Cru Classé. Sotto la guida della famiglia Merlaut/Lurton, Château Ferrière persegue attualmente un obiettivo tanto ambizioso quanto coerente: un’azienda vinicola vivace che lavora in armonia con la natura. La coltivazione biodinamica non è solo una dichiarazione d’intenti, ma una pratica quotidiana, tanto che oggi Ferrière è considerato un punto di riferimento per la biodinamica nel Médoc. Biodinamico come molti, certificato come pochi. Il know-how c’è: dopotutto, la famiglia possiede altri rinomati châteaux sulla riva sinistra, ma ora anche oltreoceano, nella Sonoma Valley in California.
L’uso di sostanze chimiche sintetiche è completamente vietato. Al loro posto vengono utilizzati esclusivamente preparati vegetali e naturali. Colture intercalari come l’equiseto e l’achillea rivitalizzano il terreno, favoriscono la biodiversità e mantengono la loro vitalità durante tutto l’anno.
Il terroir offre le condizioni ideali: terreni ghiaiosi ben drenati su marna calcarea garantiscono un drenaggio perfetto. Le viti affondano le loro radici in profondità, assorbendo acqua e minerali per le uve e garantendo in seguito equilibrio e complessità al vino.
Vino senza trucco
Più di un terzo dei vigneti della tenuta, coltivati a Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot, risalgono ancora ai primi anni ’50 e costituiscono ancora oggi la spina dorsale del vino.
I vitigni sono piantati nel vigneto in un rapporto equilibrato, che si ritrova poi anche nel vino: il Cabernet Sauvignon, che costituisce circa la metà delle piantagioni, conferisce struttura e profondità, seguito dal corposo Merlot, dal Petit Verdot speziato e da una piccola percentuale di Cabernet Franc, che apporta freschezza e precisione aromatica.
Questo stretto legame tra vigneto e cantina continua in modo coerente. Ogni parcella viene coltivata singolarmente e con la massima cura, con la stessa precisione con cui verrà poi vinificata, appezzamento per appezzamento. La particolarità: non solo il vigneto è certificato biodinamico, ma anche il lavoro in cantina. La vinificazione segue un approccio molto naturale, privo di interventi superflui; l’uso di zolfo è volutamente ridotto al minimo.
La fermentazione avviene in piccoli contenitori di cemento, mentre la maturazione avviene in botti di rovere francese, in parte nuove e in parte usate. In questo modo il vino conserva la sua freschezza, limpidezza e tensione minerale.
Château Ferrière continua a sorprendere il mondo del vino. Da pioniere con una mentalità aperta, non teme di intraprendere strade non convenzionali: dai vitigni bianchi Chenin Blanc, Souvignier Gris e Muscaris nasce uno stile arancione originale ed emozionante, che sottolinea l’approccio sperimentale della casa.