Maestro della Vernaccia autoctona
La pittoresca regione intorno a San Gimignano, patrimonio mondiale dell’UNESCO, con i suoi terreni calcarei di sabbia gialla e argilla e il clima temperato, offre le condizioni ideali per la coltivazione della Vernaccia. Questo vitigno antichissimo, citato già nel XIII secolo, è al centro della produzione vinicola di Teruzzi & Puthod: solo 60 ettari della tenuta sono coltivati a Vernaccia, rendendo l’azienda uno dei maggiori produttori privati di questa varietà autoctona. I vigneti sono distribuiti nei quattro macroclimi di Casetta, Racciano, Montegonfoli e Ponte Rondolino, dando vita a un complesso mosaico di appezzamenti con diverse esposizioni al sole, composizioni e altitudini del suolo, pendenze e influenze microclimatiche. Il Mediterraneo si trova a soli 60 chilometri di distanza e rinfresca regolarmente il clima mediterraneo con le brezze marittime. I siti più freschi producono vini con un’acidità più elevata, mentre quelli più caldi forniscono frutta e pienezza, e altri contribuiscono con mineralità e finezza.
Tradizione locale e classe internazionale
Ciò che ha caratterizzato Teruzzi & Puthod fin dall’inizio è la sua capacità di rispettare le tradizioni enologiche regionali, integrando al contempo le tecniche più moderne – creando un sottile equilibrio tra l’eredità del passato e le esigenze del presente. Il ruolo di pioniere, di rottura dei confini e di ricerca di metodi all’avanguardia, va di pari passo con la volontà di creare vini altamente personalizzati, ricchi di sapore e che riflettano il carattere del territorio. La stella dell’azienda è senza dubbio il “Terre di Tufi”, un vino bianco iconico prodotto per la prima volta negli anni Ottanta. Questa magistrale cuvée di vitigni autoctoni e internazionali maturati in botti di rovere è considerata uno dei primi “Supertuscan” bianchi. Con la sua vivace acidità e i suoi sapori di agrumi maturi, pesca e un pizzico di vaniglia, è simbolo di innovazione e artigianalità, coniugando classicità e modernità. In termini poetici, si potrebbe dire che questo vino è un riflesso del paesaggio, perché incarna l’essenza della Toscana, non solo come luogo geografico, ma anche come cuore culturale dell’Italia.