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Isole e Olena

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Percorrendo la Strada Chiantigiana da Firenze in direzione di Siena, a meno di un’ora d’auto appare il discreto borgo di Barberino Val d’Elsa. Siamo nel cuore del Chianti, immersi in uno splendido paesaggio collinare, spesso coronato dai tipici cipressi. Ma non è solo l’atmosfera a conquistare gli appassionati: anche i vini fanno battere forte il cuore. Eppure non è sempre stato così. Negli anni Settanta, infatti, la Toscana non era certo una meta per gli amanti del vino. Se oggi le cose sono cambiate, questa amatissima regione lo deve anche a personalità come Paolo de Marchi.
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Isole e Olena

50028 Tavarnelle
Località Isole 1
Italia

Tel. +39 055 807 2763

Un terroir toscano da Grand Cru
La famiglia de Marchi iniziò a coltivare la vite qui già nel 1956. Vent’anni più tardi Paolo assunse la guida di Isole e Olena con una certa disillusione: trovò infatti vigneti trascurati e una cantina bisognosa di rinnovamento. Il giovane viticoltore, appena terminata la formazione, aveva precedentemente approfondito teoria e pratica a Geisenheim, in Francia e in California. Ridusse radicalmente la superficie coltivata. Le parcelle di qualità inferiore furono abbandonate, quelle migliori reimpiantate e la cantina dotata di nuove botti. Paolo sapeva che proprio qui era possibile ottenere Sangiovese, il vitigno toscano per eccellenza, di altissima qualità. Questo vitigno tradizionale del Chianti lo affascinava: voleva offrirgli le condizioni migliori affinché potesse esprimere tutto il suo potenziale. I pendii esposti a sud-ovest rappresentavano la posizione ideale.

Questi vigneti si trovano tra i 370 e i 450 metri di altitudine, su particolari suoli di galestro. Questo mix di scisto e calcare è particolarmente apprezzato sia dalla vite sia dai viticoltori: un vero «terroir da Grand Cru». Il terreno offre infatti tutto ciò di cui la vite ha bisogno per dare origine a vini affascinanti. Un lungo periodo di maturazione favorisce lo sviluppo ottimale degli aromi, sostenuto dai venti freschi notturni. La buccia protegge l’acino e sviluppa i tannini che conferiscono al vino finito la sua nobile struttura. In questi terroir privilegiati prosperano oggi anche Syrah, Cabernet e Chardonnay, dimostrando la capacità di Paolo de Marchi di rimanere aperto alle novità pur nel profondo rispetto della tradizione. Il suo cuore, però, appartiene al Chianti Classico, che imbottiglia anno dopo anno con una qualità costantemente elevata.

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